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Agricoltura bio, i fertilizzanti ammessi in UE

L’agricoltura biologica in UE – nel perseguire gli obiettivi di contribuire a un alto livello di biodiversità e conservare a lungo termine la fertilità dei suoli (1) – ammette l’impiego di una ristretta varietà di prodotti fertilizzanti.

A seguire una breve rassegna degli input disponibili, tra tradizione e innovazione.

1) Azoto

I concimi organici azotati sono l’unica forma ammessa per apportare azoto in agricoltura biologica. La ricerca si è perciò focalizzata sui trattamenti idonei a ottimizzare la disponibilità per le piante di fonti proteiche naturali, di natura vegetale e animale.

I derivati vegetali più importanti sono:

-la borlanda, un residuo della produzione dello zucchero;

-i panelli, residuati dalla lavorazione di semi da olio e dalla produzione di succhi di frutta;

-gli estratti di alghe.

Dal regno animale provengono altresì numerosi concimi organici azotati, quali:

-il letame, il cui utilizzo postula un’adeguata maturazione;

-i liquami, da non applicare a diretto contatto con le radici poiché non maturi;

-guano e pollina, vale a dire le deiezioni di volatili,

-derivati di sangue, principalmente bovino e suino;

-vari altri prodotti e sottoprodotti di origine animale. (2)

2) Fosforo

La nutrizione con fosforo in agricoltura biologica è una grande sfida. Le uniche forme minerali permesse hanno infatti una disponibilità molto bassa, soprattutto in terreni calcarei:

-la maggior parte dei suoli in Italia, Spagna, Grecia e buona parte di quelli in Francia ha un tenore di calcare molto elevata, una quantità significativa di calcio e un pH spesso attorno a 8;

-tutte le suddette condizioni bloccano il fosforo nella maggior parte delle forme minerali, senza permettere alle radici di assorbirlo. (3)

Alcuni concimi organici che contengono naturalmente fosforo – come la pollina, il guano e la cenere di legno – sono tra i più indicati per apportare fosforo in agricoltura biologica.

3) Potassio

Ancora una volta, le poche forme minerali ammesse come concimi in agricoltura biologica si trovano allo stato grezzo e sono poco disponibili per la pianta, soprattutto nei terreni argillosi.

Le borlande sono probabilmente le forme organiche che contengono e rendono disponibile più potassio, sebbene la sua quantità si aggiri attorno a pochi punti percentuali.

4) Carbonio

In agricoltura biologica si predilige dunque la forma organica per la nutrizione con i tre macroelementi azoto (N), fosforo (P) e potassio (K). Trascurando però a volte l’elemento principale di ogni concime organico, il carbonio (C).

Il carbonio – elemento base della vita sulla terra – è necessario quanto l’acqua alle piante, le quali lo assorbono dall’atmosfera attraverso la fotosintesi per creare sostanze organiche complesse (zucchero).

Le piante non hanno però bisogno del solo zucchero prodotto nelle foglie, da cui traggono tanta energia, ma anche delle molte forme di carbonio organico. Le quali si trovano naturalmente nel terreni boschivi, e dovrebbero venire aggiunte in quelli coltivati.

4.1) Acidi umici

Le sostanze organiche principali che si trovano nel terreno sono gli acidi umici. I quali sono il prodotto ultimo della degradazione di tutto il materiale biologico estraneo al terreno (i.e. foglie e rami caduti, deiezioni e carcasse degli animali).

Una moltitudine di organismi partecipa alla creazione naturale degli acidi umici. I lombrichi e gli altri piccoli animali che vivono nel suolo, così come lo straordinario complesso dei microrganismi del terreno (i.e. batteri, funghi, alghe, attinomiceti, etc.).

Ciascuno di questi organismi svolge uno specifico ruolo nella degradazione di sostanze organiche estranee e il prodotto che ne risulta viene chiamato acido umico. (4)

4.2) Leonardite

La leonardite – una forma precedente alla formazione del carbone fossile, che si forma in circa 200 milioni di anni – è la base da cui vengono estratti la maggior parte degli acidi umici che è possibile utilizzare in agricoltura biologica.

Questo fossile ha un’alta concentrazione di sostanze molto simili agli acidi umici che si trovano in natura. Una parte delle sostanze contenute nella leonardite può tuttavia risultare tossica per le radici delle piante.

5) Biostimolanti

Fertilizing Products Regulation (EU) No 2019/1009, come si è visto, ha esteso la disciplina dei fertilizzanti a materiali riciclati e organici, tra i quali figurano i concimi organici, organo-minerali e i biostimolanti, in gran parte ammessi anche in agricoltura biologica (5,6).

5.1) Funzioni

I biostimolanti delle piante mirano ad incentivare i processi fisiologici delle piante, indipendentemente dal tenore di nutrienti, con l’unica finalità di migliorare una o più delle seguenti caratteristiche della pianta o della sua rizosfera:

-efficienza dell’uso di uno o più nutrienti;

-tolleranza allo stress abiotico;

-caratteristiche qualitative;

-disponibilità dei nutrienti contenuti nel suolo o nella rizosfera. (7)

La categoria dei biostimolanti si divide quindi per funzione anziché per formula, e registra un crescente successo che merita tuttavia attenzione, caso per caso, per coglierne le opportunità senza deludere le aspettative.

5.1) Prove di efficacia

L’operatore che intenda comunicare le funzioni e proprietà di un biostimolante – come pure di un biopreparato a base di microrganismi (8) – deve condurre alcune prove in campo o in serra, su specifiche colture, con le modalità indicate dal Fertilizing Products Regulation.

Le prove regolamentari sono peraltro approssimative, dal punto di vista agronomico, rispetto alla straordinaria biodiversità di colture e terreni.

La miglior prova di efficacia di un nuovo prodotto è perciò quella che ciascuno può realizzare su una porzione dei propri terreni, a confronto con altra parte non sottoposta a identico trattamento.

Jacopo Govi

Note

(1) Donato Ferrucci, Dario Dongo. Produzione ed etichettatura dei prodotti biologici, al via il reg. UE 2018/848. L’ABC. GIFT (Great Italian Food Trade). 2.2.22 https://

(2) Commission Implementing Regulation (EU) 2021/1165 authorising certain products and substances for use in organic production and establishing their lists. Latest consolidated version 15.11.23 https://t.ly/9Xtsv

(3) P. Sequi, Chimica del suolo (Patron editore, Bologna, 1989). ISBN/EAN: 9788855520690

(4) N. Rossi, C. Ciavatta, P. Sequi. Contribution of agricultural land in the Po Valley to coastal eutrophication of the Adriatic Sea. Editor(s): R.A. Vollenweider, R. Marchetti, R. Viviani, Marine Coastal Eutrophication. Elsevier, 1992, Pages 349-364. ISBN 9780444899903. https://doi.org/10.1016/B978-0-444-89990-3.50031-6

(5) Dario Dongo. Fertilizzanti ed economia circolare, le nuove regole UE. GIFT (Great Italian Food Trade). 18.11.19

(6) Regulation (EU) 2019/1009 laying down rules on the making available on the market of EU fertilising products and amending Regulations (EC) No 1069/2009 and (EC) No 1107/2009 and repealing Regulation (EC) No 2003/2003. Latest consolidated version 3.7.24 https://t.ly/7ru7A

(7) Reg. (EC) No 1107/2009, nuovo punto 34 all’articolo 3

(8) Gabriele Sapienza. Biopreparati a base di microrganismi, regolamentazione e benefici. GIFT (Great Italian Food Trade). 4.10.23

JACOPO GOVI CHIMICO
Jacopo Govi

Chimico, ricercatore nell'ambito della chimica del suolo, la nutrizione vegetale e l'agronomia in generale.

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